In breve
- ChatGPT cita aziende che conosce dall’addestramento o che trova in fonti affidabili durante una ricerca web.
- I motivi più comuni per non essere citati: crawler bloccato, pagine di servizio poco chiare, dati aziendali contraddittori e poche menzioni fuori dal proprio sito.
- Una citazione non si compra né si garantisce, ma le probabilità si possono migliorare in modo misurabile.
- Non giudicate mai la vostra visibilità da una sola domanda. Le risposte variano; conta la quota su più prove.
Come ChatGPT sceglie le aziende
ChatGPT risponde in due modi. Senza ricerca web, il modello si basa sulle conoscenze di addestramento. Lì i marchi noti sono ben rappresentati, mentre le piccole aziende spesso mancano o compaiono con dati vecchi. Con la ricerca web, usata spesso per domande su fornitori, prezzi o luoghi, ChatGPT cerca in tempo reale, legge alcune pagine e ne ricava un consiglio. Le fonti vengono linkate.
Per la ricerca web OpenAI usa un proprio crawler, OAI-SearchBot. Secondo OpenAI, i siti che bloccano questo crawler non compaiono nelle risposte di ricerca di ChatGPT. Quali pagine vengano citate alla fine dipende da pertinenza e credibilità: la pagina risponde esattamente alla domanda, l’azienda è citata anche altrove, i dati coincidono?
Dove di solito si inceppa
Chi analizza siti aziendali dal punto di vista della visibilità nell’AI ritrova sempre le stesse cause:
- Crawler bloccato: una regola generica nel robots.txt o un firewall blocca OAI-SearchBot, spesso senza che nessuno lo sappia.
- Contenuti solo via JavaScript: alcuni costruttori di siti mostrano il testo solo nel browser. I crawler vedono allora una pagina quasi vuota.
- Nessuna pagina di servizio chiara: se scrivete «soluzioni per il vostro successo» invece di «commercialista per ristoranti a Bologna», non verrete trovati per domande precise.
- Dati contraddittori: vecchi indirizzi, orari o nomi diversi nelle directory rendono l’AI prudente.
- Poche menzioni: mancano recensioni, directory di settore, articoli specializzati e media locali. L’AI non trova nessuno che confermi i vostri dati.
Sette passi per farsi trovare da ChatGPT
- Consentire i crawler: nel robots.txt consentite almeno OAI-SearchBot, Googlebot, Bingbot, PerplexityBot e Claude-SearchBot. GPTBot serve all’addestramento e si può regolare a parte.
- Una pagina per servizio: ogni pagina di servizio dice nel primo paragrafo cosa offrite, a chi e dove. Luogo e zona servita vanno nel testo, non solo nel piè di pagina.
- Rispondere alle domande dei clienti: raccogliete le domande che arrivano al telefono e via e-mail e rispondete sul sito con frasi complete. È proprio così che i clienti interrogano ChatGPT.
- Allineare i dati aziendali: nome, indirizzo, telefono, orari e servizi devono coincidere nel Profilo dell’attività su Google, in Bing Places, Apple Business Connect e nelle directory di settore.
- Aggiungere dati strutturati: con Schema.org descrivete organizzazione, sede, servizi e domande frequenti in modo leggibile dalle macchine. I dati devono corrispondere al testo visibile.
- Raccogliere recensioni vere: chiedete attivamente una recensione ai clienti soddisfatti dopo un lavoro e rispondete a tutte, anche a quelle critiche.
- Essere presenti nelle fonti: verificate quali pagine cita ChatGPT per le domande del vostro settore: directory, siti di confronto, media specializzati, associazioni. La vostra azienda dovrebbe esserci con dati corretti.
Come verificare da soli se ChatGPT vi cita
Un test veloce richiede mezz’ora:
- Scrivete cinque domande come le farebbe un cliente, per esempio «Quale elettricista a Verona installa fotovoltaico e wallbox?».
- Ponete ogni domanda in una nuova chat, possibilmente senza accesso o con la memoria disattivata, così le conversazioni precedenti non influiscono.
- Ripetete ogni domanda almeno tre volte e annotate chi viene citato e quali fonti sono linkate.
- Fate lo stesso con Gemini e Perplexity. I sistemi attingono a fonti diverse.
Vedrete che le risposte variano. È normale. Ciò che conta è la quota: in quante risposte su, per esempio, 15 compare la vostra azienda.
Cosa evitare
- Recensioni comprate o inventate: sono vietate nell’UE e distruggono la fiducia appena vengono scoperte.
- Accumulare parole chiave: testi pieni di parole chiave non funzionano né con Google né con l’AI.
- Istruzioni nascoste per l’AI: testi invisibili che dovrebbero «ordinare» qualcosa a un’AI sono considerati manipolazione e possono penalizzare l’intero sito.
- Credere alle garanzie: chi vi garantisce il primo posto su ChatGPT promette qualcosa che nessuno controlla.
Quando conviene farsi aiutare
I sette passi potete affrontarli da soli. Un aiuto conviene se volete sapere dove siete davvero, quali fonti contano nel vostro settore e quali misure vengono prima. La nostra analisi locale pone 20 domande dei clienti tre volte ciascuna a cinque sistemi di AI, tra cui Google (modalità AI e panoramica AI), e fornisce le dieci misure più importanti, per 229 € più IVA. La realizzazione la curiamo noi da 390 € più IVA e, se lo desiderate, il monitoraggio da 29 € al mese più IVA misura i progressi con regolarità. Maggiori dettagli alla pagina agenzia GEO.
Fonti
- OpenAI: Overview of OpenAI Crawlers
- Google Search Central: AI features and your website
- Guida di Profilo dell’attività su Google: Suggerimenti per migliorare il ranking locale
- Direttiva (UE) 2019/2161 per la modernizzazione delle norme di tutela dei consumatori: EUR-Lex