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EU AI Act Il Regolamento sull’AI, spiegato in breve alle aziende.
Il Regolamento europeo sull’AI, noto a livello internazionale come EU AI Act, disciplina lo sviluppo e l’uso dell’AI. Per la maggior parte delle aziende gli obblighi sono contenuti, e alcuni valgono già oggi. Qui trova cosa la riguarda e da dove iniziare.
Situazione a ottobre 2026, verificata sul testo del regolamento. Informazione generale, non consulenza legale.
L’essenziale in breve
- Il Regolamento sull’AI (UE) 2024/1689 è in vigore dal 1° agosto 2024 e si applica direttamente in tutti gli Stati membri. Gli Stati membri disciplinano soprattutto vigilanza e sanzioni.
- Classifica l’AI in base al rischio: alcune applicazioni sono vietate, l’AI ad alto rischio è soggetta a requisiti severi, per chatbot e contenuti generati dall’AI valgono obblighi di trasparenza. La maggior parte resta senza requisiti particolari.
- Dal 2 febbraio 2025 valgono i divieti (art. 5) e l’obbligo di alfabetizzazione in materia di AI (art. 4).
- Dal 2 agosto 2026 valgono gli obblighi di trasparenza, ad esempio per chatbot e deepfake (art. 50).
- L’Omnibus digitale, il Regolamento (UE) 2026/1744, ha rinviato nel luglio 2026 gli obblighi per l’AI ad alto rischio a dicembre 2027 e agosto 2028 e ha riformulato l’art. 4.
I temi nel dettaglio
- Alfabetizzazione in materia di AI e obbligo di formazione ai sensi dell’art. 4
- Scadenze e stato attuale dopo l’Omnibus digitale
- Categorie di rischio, pratiche vietate e AI ad alto rischio
- Obblighi di trasparenza per chatbot, immagini e testi (art. 50)
- A chi si applica l’AI Act: obblighi dei deployer
A chi si applica il Regolamento
Il Regolamento distingue soprattutto due ruoli. I fornitori sviluppano un sistema di AI, o lo fanno sviluppare, e lo immettono sul mercato o lo mettono in servizio con il proprio nome. I deployer utilizzano un sistema di AI sotto la propria responsabilità (art. 3, punti 3 e 4).
Chi in azienda usa programmi di AI per testi, analisi o richieste dei clienti è, di regola, deployer. Non esiste una soglia dimensionale. È escluso solo l’uso puramente personale (art. 2, par. 10). Sono coperte anche le aziende fuori dall’UE se i risultati della loro AI vengono utilizzati nell’UE (art. 2, par. 1).
Quattro livelli in base al rischio
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Vietato
Ad esempio il punteggio sociale, le tecniche manipolative o il riconoscimento delle emozioni sul luogo di lavoro (art. 5). Questi divieti valgono dal 2 febbraio 2025.
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Alto rischio
Ad esempio l’AI che seleziona candidature, valuta le prestazioni o verifica l’affidabilità creditizia (art. 6 con allegato III). Obblighi severi dal 2 dicembre 2027.
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Trasparenza
I chatbot devono dichiararsi come AI, deepfake e determinati testi generati dall’AI vanno contrassegnati (art. 50). Dal 2 agosto 2026.
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Rischio basso
Bozze di testo, riassunti, traduzioni, lettura di documenti. Qui il Regolamento richiede soprattutto alfabetizzazione in materia di AI nel team.
Checklist Cosa dovrebbero fare ora le aziende.
Cinque passi come orientamento per gli obblighi che valgono già oggi.
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Farsi un quadro d’insieme
Quali programmi di AI usa il suo team, per cosa e con quali dati? Per cominciare basta un semplice elenco.
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Classificare
Per ogni applicazione chiarire a quale livello appartiene e se la sua azienda agisce come deployer o come fornitore.
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Costruire l’alfabetizzazione in materia di AI
Una formazione adatta ai compiti e ai programmi dei dipendenti e una breve nota su chi ha imparato cosa e quando (art. 4).
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Stabilire le regole
Una breve policy sull’AI: quali programmi sono autorizzati, quali dati non vi possono entrare, chi aiuta in caso di dubbi.
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Segnalare e pianificare
Rendere i chatbot riconoscibili come AI, contrassegnare le immagini realistiche generate dall’AI e, per le applicazioni ad alto rischio, mettere in calendario la scadenza di dicembre 2027.
Un orientamento generale. Quali obblighi valgano nel singolo caso dipende dall’uso che ne fa.
ContattaciSanzioni e multe
I massimali delle sanzioni sono nell’art. 99. Vale di volta in volta l’importo più alto, per le PMI il più basso (art. 99, par. 6).
- Pratiche vietate: fino a 35 milioni di euro o il 7 % del fatturato mondiale annuo.
- Violazioni di altri obblighi, ad esempio dei deployer (art. 26) o degli obblighi di trasparenza (art. 50): fino a 15 milioni di euro o il 3 %.
- Informazioni false o incomplete fornite alle autorità: fino a 7,5 milioni di euro o l’1 %.
Per l’alfabetizzazione in materia di AI ai sensi dell’art. 4 il Regolamento non indica un massimale proprio. Le sanzioni le stabiliscono gli Stati membri, che dall’Omnibus digitale tengono conto espressamente degli interessi delle PMI (art. 99, par. 1).
Come la aiutiamo
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Consulenza AI
Facciamo con lei il quadro d’insieme, classifichiamo le sue applicazioni e scriviamo una breve policy sull’AI. Maggiori informazioni sulla consulenza AI.
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Attuazione con misura
Quando costruiamo soluzioni di AI per lei, pianifichiamo fin dall’inizio contrassegno, approvazione umana e tracciabilità. Maggiori informazioni sull’automazione dei processi.
Informazione generale, non consulenza legale.
Domande frequenti sul Regolamento sull’AI
Il Regolamento sull’AI vale anche in Italia e in Svizzera?
In Italia si applica direttamente, come in tutti gli Stati membri dell’UE. La Svizzera non è membro dell’UE. Le aziende svizzere sono però coperte se offrono sistemi di AI nell’UE o se i risultati della loro AI vengono utilizzati nell’UE (art. 2, par. 1). Quale autorità vigili e quali sanzioni si applichino lo disciplina ogni Stato membro.
Che cos’è l’Omnibus digitale sull’AI?
Il Regolamento (UE) 2026/1744 modifica il Regolamento sull’AI. È stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’UE il 24 luglio 2026 ed è in vigore dal 27 luglio 2026. Rinvia gli obblighi per l’AI ad alto rischio, riformula l’obbligo di alfabetizzazione in materia di AI, introduce agevolazioni per le PMI e le piccole imprese a media capitalizzazione (small mid-cap) e, dal 2 dicembre 2026, nuovi divieti.
Che rapporto c’è tra Regolamento sull’AI e GDPR?
Valgono entrambi in parallelo. Il Regolamento sull’AI lascia impregiudicato il GDPR (art. 2, par. 7). Chi tratta dati personali con l’AI ha ancora bisogno di una base giuridica e deve rispettare gli altri obblighi di protezione dei dati.
Serve un’autorizzazione per usare l’AI?
Per l’AI a basso rischio non esiste alcun obbligo di autorizzazione, notifica o registrazione. Valgono l’alfabetizzazione in materia di AI ai sensi dell’art. 4 e, a seconda dell’uso, gli obblighi di trasparenza ai sensi dell’art. 50.
Ci sono agevolazioni per le PMI?
Sì. Per le sanzioni alle PMI si applica l’importo più basso (art. 99, par. 6), hanno accesso prioritario agli spazi di sperimentazione normativa per l’AI (art. 62), e Commissione e Stati membri devono sostenerle nello sviluppo dell’alfabetizzazione in materia di AI (art. 4, par. 2).
Un certificato AI è obbligatorio?
Per le aziende che usano l’AI, no. Nemmeno per l’alfabetizzazione in materia di AI il Regolamento prescrive un certificato. Una valutazione della conformità serve solo ai fornitori di AI ad alto rischio (art. 43).
Vuole sapere cosa significa il Regolamento sull’AI per la sua azienda?
Ci scriva come il suo team usa oggi l’AI. Le rispondiamo personalmente, senza costi e senza impegno.