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Categorie di rischio del Regolamento sull’AI Come il Regolamento classifica l’AI: da vietata a non critica.
Il Regolamento sull’AI disciplina l’AI in base al suo rischio per salute, sicurezza e diritti fondamentali. La maggior parte delle applicazioni nelle aziende rientra nel livello più basso. Conta per cosa usa l’AI, non quale programma utilizza.
Situazione a ottobre 2026, verificata sul testo del regolamento. Informazione generale, non consulenza legale.
Quattro livelli
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Rischio inaccettabile
Pratiche vietate ai sensi dell’art. 5. Dal 2 febbraio 2025.
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Alto rischio
AI come componente di sicurezza di prodotti regolamentati (allegato I) o in ambiti sensibili (allegato III), art. 6. Obblighi severi per fornitori e deployer dal 2 dicembre 2027 e dal 2 agosto 2028, rispettivamente.
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Rischio limitato
Obblighi di trasparenza ai sensi dell’art. 50 per chatbot, contenuti generati dall’AI, deepfake e riconoscimento delle emozioni. Dal 2 agosto 2026.
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Rischio minimo
Tutto il resto, ad esempio bozze di testo, traduzioni, filtri antispam o analisi. Qui il Regolamento richiede soprattutto alfabetizzazione in materia di AI (art. 4).
Il Regolamento stesso non parla di quattro categorie di rischio. La suddivisione è una semplificazione corrente della sua struttura. Per i modelli di AI per finalità generali valgono norme proprie (capo V), che riguardano soprattutto i loro fornitori.
Pratiche di AI vietate ai sensi dell’art. 5
- Tecniche subliminali, manipolative o ingannevoli che influenzano in modo sostanziale le decisioni e possono causare danni.
- Sfruttamento di vulnerabilità dovute a età, disabilità o situazione sociale o economica.
- Punteggio sociale: valutare le persone in base al comportamento o alla personalità, con svantaggi in altri contesti.
- Previsione di reati basata esclusivamente sulla profilazione o su tratti della personalità.
- Raccolta non mirata di immagini facciali da internet o dalla videosorveglianza per banche dati di riconoscimento facciale.
- Riconoscimento delle emozioni sul luogo di lavoro e negli istituti di istruzione, salvo per motivi medici o di sicurezza.
- Categorizzazione biometrica per dedurre origine, opinioni politiche, appartenenza sindacale, religione, vita sessuale o orientamento sessuale.
- Identificazione biometrica remota in tempo reale in spazi pubblici a fini di contrasto, con eccezioni ristrette.
- Dal 2 dicembre 2026: AI che genera rappresentazioni sessualizzate di persone riconoscibili senza consenso o rappresentazioni di abusi sessuali su minori.
Particolarmente importante per le aziende: il riconoscimento delle emozioni sui dipendenti è vietato. Sui clienti non è vietato, ma è considerato AI ad alto rischio (allegato III, punto 1) e va dichiarato (art. 50, par. 3).
Allegato III Dove l’AI è considerata ad alto rischio.
Otto ambiti in cui i sistemi di AI sono classificati ad alto rischio. Per le aziende contano soprattutto personale e servizi essenziali.
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Biometria
Identificazione biometrica remota, categorizzazione e riconoscimento delle emozioni, nella misura in cui non siano già vietati.
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Infrastrutture critiche
Componenti di sicurezza in infrastrutture digitali critiche, nel traffico stradale e nella fornitura di acqua, gas, calore ed energia elettrica.
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Istruzione
Accesso e ammissione, valutazione dei risultati di apprendimento, sorveglianza degli esami.
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Occupazione e personale
Pubblicare annunci di lavoro in modo mirato, esaminare e valutare candidature, decisioni su promozioni, licenziamenti e assegnazione dei compiti, monitoraggio di prestazioni e comportamento.
Per molte aziende l’ambito più importante
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Servizi essenziali
Valutare il merito creditizio, rischio e prezzo nelle assicurazioni sulla vita e malattia, accesso a prestazioni pubbliche, chiamate di emergenza.
Rilevante per il settore finanziario e assicurativo
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Contrasto
Ad esempio la valutazione di prove o del rischio di diventare vittima di un reato.
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Migrazione, asilo e controllo delle frontiere
Ad esempio l’esame di domande e la valutazione di rischi.
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Giustizia e processi democratici
Supporto a decisioni giudiziarie e influenza sulle elezioni.
L’allegato I comprende inoltre l’AI come componente di sicurezza di prodotti già soggetti alla normativa UE sui prodotti, ad esempio dispositivi medici, giocattoli o ascensori.
ContattaciL’eccezione dell’art. 6, par. 3
Un sistema dell’allegato III non è ad alto rischio se non comporta un rischio significativo. È il caso, ad esempio, quando svolge solo un compito procedurale molto limitato, migliora il risultato di un’attività umana già conclusa, riconosce schemi decisionali senza sostituire la valutazione umana o svolge solo un compito preparatorio.
La profilazione di persone fisiche resta sempre ad alto rischio. I fornitori che si avvalgono dell’eccezione devono documentare la propria valutazione (art. 6, par. 4).
Applicazioni tipiche classificate
- Preparare offerte, report o e-mail con l’AI: di norma rischio minimo.
- Leggere automaticamente fatture, bolle di consegna o contratti: di norma rischio minimo.
- Chatbot sul sito web: obbligo di trasparenza, le persone devono riconoscere che stanno scrivendo con un’AI.
- Preselezionare o valutare candidature con l’AI: rischio alto ai sensi dell’allegato III, punto 4, obblighi dal 2 dicembre 2027.
- Valutare le prestazioni dei dipendenti con l’AI: rischio alto; il riconoscimento delle emozioni sul luogo di lavoro è vietato.
- Controllo qualità nella produzione senza rilevanza per la sicurezza: dall’Omnibus digitale espressamente non è un componente di sicurezza (art. 6, par. 1 bis).
La classificazione dipende dall’uso concreto. Questo elenco non sostituisce una verifica nel singolo caso.
Come la aiutiamo
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Classificare le applicazioni
Esaminiamo con lei dove e per cosa gira l’AI nella sua azienda e classifichiamo ogni applicazione. Maggiori informazioni sulla consulenza AI.
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Preparare il team
Stabiliamo nella sua policy AI quando un’applicazione diventa delicata e a chi devono rivolgersi i suoi collaboratori.
Per le applicazioni ad alto rischio consigliamo inoltre una verifica legale caso per caso.
Domande frequenti sulle categorie di rischio
Quali categorie di rischio esistono nell’EU AI Act?
Si usa abitualmente la suddivisione in quattro livelli: rischio inaccettabile (vietato), rischio alto, rischio limitato con obblighi di trasparenza e rischio minimo. Si aggiungono norme proprie per i modelli di AI per finalità generali.
Quali pratiche vietate prevede il Regolamento sull’AI?
Tra l’altro tecniche manipolative, sfruttamento di vulnerabilità, punteggio sociale, riconoscimento delle emozioni sul luogo di lavoro e negli istituti di istruzione, raccolta non mirata di immagini facciali e determinati procedimenti biometrici (art. 5). Dal 2 dicembre 2026 si aggiungono divieti per i deepfake sessualizzati senza consenso.
Che cos’è l’AI ad alto rischio?
L’AI che funge da componente di sicurezza di un prodotto regolamentato (allegato I) o che viene usata in uno degli otto ambiti dell’allegato III, ad esempio nella selezione del personale o nella verifica del merito creditizio (art. 6).
I programmi di chat AI generici sono ad alto rischio?
Non di per sé. Dipende da cosa vengono usati. Chi usa un programma del genere, ad esempio, per valutare candidature può rientrare nell’ambito ad alto rischio.
Da quando valgono gli obblighi per l’AI ad alto rischio?
Dopo l’Omnibus digitale, dal 2 dicembre 2027 per l’allegato III e dal 2 agosto 2028 per l’allegato I.
Non è sicuro di come classificare le sue applicazioni di AI?
Ci scriva quali applicazioni usa o pianifica. Le rispondiamo personalmente, senza costi e senza impegno.