In breve
- Un agente AI è composto da un modello linguistico, istruzioni chiare, strumenti per accedere ai vostri sistemi, conoscenze e limiti.
- Ci sono tre strade: assistenti nelle piattaforme per l’ufficio, piattaforme di automazione come n8n o Make e framework per agenti in codice.
- Il primo prototipo si costruisce in fretta. Il vero lavoro sta nei test con casi reali, nei permessi, nelle approvazioni e nel monitoraggio.
- Iniziate con un compito ben delimitato e misurate l’agente su esempi prima che tocchi clienti o dati.
Di cosa è fatto un agente AI
Un agente AI è un programma che, con un modello linguistico, decide da sé quale sia il passo successivo e usa strumenti per compierlo. Cos’è un agente e in cosa si distingue da un chatbot e dall’automazione classica lo spiega il nostro articolo agenti AI per le aziende. Dal punto di vista tecnico, ogni agente ha bisogno degli stessi componenti:
- Modello: il modello linguistico che legge, pianifica e scrive.
- Istruzioni: compito, tono, regole e soprattutto quando l’agente passa il caso a una persona.
- Strumenti: interfacce con cui legge dati o fa qualcosa, per esempio consultare un ordine o aprire un ticket.
- Conoscenze: documenti a cui accede, per esempio listini, manuali o risposte precedenti.
- Limiti: permessi, approvazioni, importi massimi e limiti di costo.
- Registro e test: ogni decisione tracciabile, ogni modifica verificata su esempi reali.
Tre strade a confronto
| Strada | Esempi | Adatta per | Limiti |
|---|---|---|---|
| Assistenti nelle piattaforme per l’ufficio | Microsoft Copilot Studio, GPT personalizzati in ChatGPT, Gem in Gemini | Assistenti interni con accesso ai documenti, introduzione rapida con le licenze esistenti | Legati alla piattaforma, controllo limitato su processi e test |
| Piattaforme di automazione | n8n, Make, Zapier | Processi tra molti programmi, agenti come tassello di un processo più ampio | La logica complessa diventa difficile da seguire, test e versioni richiedono disciplina |
| Framework per agenti in codice | OpenAI Agents SDK, LangGraph, Claude Agent SDK, Google Agent Development Kit | Controllo totale, interfacce proprie, test automatizzati, carichi elevati | Richiede sviluppo, gestione e manutenzione |
Nella pratica le strade si combinano spesso: un agente in codice si occupa del controllo impegnativo e n8n lo collega a casella di posta, gestionale e CRM. Quale piattaforma sia adatta dipende meno dallo strumento che da dove si trovano i vostri dati, da chi manterrà l’agente in seguito e da cosa richiede la protezione dei dati. n8n, per esempio, può girare su server propri nell’UE, maggiori dettagli in n8n self-hosted.
Collegare strumenti: cos’è MCP
Per fare qualcosa, un agente ha bisogno di accedere ai vostri sistemi. Il Model Context Protocol (MCP) è uno standard aperto per collegare in modo uniforme le applicazioni AI a strumenti e fonti di dati. Anthropic lo ha presentato a fine 2024 e oggi lo supportano molti fornitori e strumenti. Per le aziende significa che un collegamento costruito una volta, per esempio al gestionale, può essere usato con modelli e piattaforme diversi. MCP è utile, ma non indispensabile. Molti agenti se la cavano con poche interfacce programmate direttamente.
Creare un agente AI in sei passi
- Scegliere un compito ristretto: per esempio «rispondere alle domande sullo stato delle consegne» invece di «gestire il servizio clienti».
- Raccogliere esempi reali: da 30 a 50 casi tipici con la risposta corretta. Sono il vostro termine di paragone per ogni modifica.
- Strumenti con permessi minimi: l’agente può leggere gli ordini, ma non registrare note di credito. Permessi di scrittura solo dove servono davvero.
- Definire istruzioni e passaggio di consegne: cosa può fare l’agente, cosa no e quando passa il caso a una persona, per esempio in caso di reclami o incertezza.
- Testare e misurare: far girare l’agente sugli esempi, ordinare gli errori per tipo, migliorare istruzioni e strumenti, testare di nuovo.
- Partire con approvazione: all’inizio l’agente propone e una persona approva. Solo quando i risultati sono corretti per settimane può fare di più da solo. Limiti di costo e registri funzionano fin dall’inizio.
Sicurezza e diritto
Gli agenti leggono testi che arrivano dall’esterno, come e-mail o pagine web. Possono contenere istruzioni nascoste pensate per indurre l’agente a fare qualcosa. OWASP indica questa cosiddetta prompt injection come il rischio principale delle applicazioni AI, seguita tra l’altro dai permessi eccessivi. Le contromisure più importanti sono permessi minimi, approvazioni per le azioni con conseguenze e la separazione tra lettura e scrittura.
Dal punto di vista giuridico, la maggior parte degli agenti in azienda non è critica. Se un agente parla direttamente con le persone, deve essere chiaro che si tratta di un’AI (art. 50 dell’AI Act). Per usi in ambiti sensibili come la selezione del personale, gli obblighi per l’AI ad alto rischio si applicano da dicembre 2027. I dati personali richiedono un accordo sul trattamento dei dati e, ove possibile, server nell’UE.
Costruirlo da sé o farlo costruire?
Costruirlo da sé conviene per assistenti interni a basso rischio, se qualcuno nel team ha voglia e tempo di approfondire. Un supporto conviene se l’agente lavora con dati dei clienti, collega più sistemi o deve funzionare in modo affidabile nel lungo periodo. Come lavoriamo lo descrive la pagina sviluppo di agenti AI. Come agenzia AI vi accompagniamo dal primo prototipo alla messa in esercizio.
Fonti
- Model Context Protocol: Documentazione e specifica
- OWASP: Top 10 for LLM Applications 2025
- OpenAI: Agents SDK
- Microsoft Learn: Microsoft Copilot Studio
- n8n Docs: AI Agent node
- Regolamento (UE) 2024/1689 sull’intelligenza artificiale, art. 50: EUR-Lex