In breve
- Le AI Overview e la modalità AI usano il normale indice di Google. Una pagina che può comparire lì con uno snippet può, in linea di principio, essere usata come fonte.
- Google lo dice esplicitamente: non ci sono requisiti tecnici aggiuntivi, né dati strutturati particolari, né file di testo per l’AI.
- La modalità AI scompone le domande in molte ricerche secondarie. Le pagine che rispondono con precisione a una sottodomanda hanno quindi più possibilità.
- Il traffico di entrambe le funzioni compare in Search Console nel rapporto sul rendimento alla voce «Web», non separatamente.
Cosa sono le AI Overview e la modalità AI
Le AI Overview sono brevi riepiloghi dell’AI sopra i normali risultati di ricerca, con link alle pagine su cui si basa la risposta. La modalità AI è un’area a sé della Ricerca, in cui gli utenti fanno domande di approfondimento e ricevono risposte più lunghe, anch’esse con fonti. Google ha introdotto entrambe le funzioni nel 2024 e 2025 nella maggior parte dei paesi europei, e a luglio 2026 è seguita la Francia.
Per le aziende cambia così il modo di cercare. Invece di «commercialista Bologna», le persone scrivono domande intere: «Quale commercialista a Bologna conosce bene il fotovoltaico sugli immobili in affitto?». L’AI risponde con pochi nomi e link. Chi manca lì riceve meno clic, anche se si posiziona bene più in basso.
Come Google sceglie le fonti
Google descrive il processo così: entrambe le funzioni possono usare il cosiddetto query fan-out. La domanda viene suddivisa in molte ricerche correlate su sottotemi e dalla somma dei risultati nasce la risposta. Così Google può collegare una selezione di pagine più ampia rispetto alla ricerca classica. AI Overview e modalità AI possono usare modelli e tecniche diversi, quindi le pagine collegate spesso differiscono.
La conseguenza: non conta solo la pagina del termine principale. Una pagina che risponde chiaramente a una sottodomanda, per esempio «Quanto costa più o meno una pompa di calore in una casa d’epoca?» oppure «Quali documenti servono per la prima consulenza?», può essere usata come fonte per una domanda più ampia.
Cosa dice ufficialmente Google
Google ha pubblicato indicazioni proprie per chi gestisce un sito. I punti principali:
- Una pagina deve essere indicizzata e poter comparire nella Ricerca con uno snippet. Non ci sono altri requisiti tecnici.
- Non servono nuovi file leggibili da macchina, file di testo per l’AI né dati Schema.org particolari.
- Valgono le basi note: consentire la scansione, link interni, contenuti importanti come testo, buona esperienza sulla pagina, dati strutturati coerenti con il contenuto visibile.
- Chi vuole mostrare meno usa
nosnippet,data-nosnippet,max-snippetonoindex. Queste impostazioni valgono per tutta la Ricerca.
Non c’è alcuna garanzia di inclusione, nemmeno con un’implementazione perfetta.
Sei leve per le aziende
- Verificare l’indicizzazione: le pagine dei servizi devono essere nell’indice di Google. Lo strumento Controllo URL di Search Console mostra se Google conosce la pagina e come la vede.
- Rispondere alle sottodomande: arricchite le pagine dei servizi con sezioni su costi, procedura, durata, requisiti e zona servita, con frasi complete e dati concreti.
- Prima la risposta: iniziate ogni sezione con il nucleo della risposta e spiegate dopo. Così un paragrafo si presta bene come riferimento.
- Mostrare prove: indicate numeri, norme, certificazioni e fonti. Le affermazioni documentate risultano più affidabili, per le persone come per le macchine.
- Curare i segnali locali: per le domande con un luogo contano il Profilo dell’attività su Google, le recensioni e dati aziendali coerenti. Maggiori dettagli nella nostra checklist per la scheda Google.
- Tenere puliti i dati strutturati: non sono obbligatori, ma aiutano a descrivere senza ambiguità organizzazione, sede e servizi. Conta che corrispondano al testo visibile. Maggiori dettagli nell’articolo sui dati strutturati.
Misurare: cosa mostra Search Console
Search Console conteggia clic e impressioni da AI Overview e modalità AI come normale traffico di ricerca, nel rapporto sul rendimento sotto il tipo di ricerca «Web». Non esiste una colonna dedicata. Conviene quindi osservare due cose: pagine le cui impressioni crescono mentre i clic calano, e nuove query formulate come domande.
Search Console non mostra se la vostra azienda viene citata nelle risposte. Per saperlo dovete guardare le risposte voi stessi, più volte e per più domande, perché variano. È esattamente ciò che la nostra verifica gratuita automatizza per ChatGPT e Gemini, e l’analisi locale per cinque sistemi, incluse le AI Overview di Google.
Cosa non funziona
- Testi per l’AI invece che per le persone: paragrafi pieni di parole chiave o istruzioni nascoste ai sistemi AI violano le norme antispam di Google.
- Generare pagine in massa con l’AI: tante pagine povere senza valore proprio tendono a danneggiare. Google valuta l’utilità, non il modo in cui il contenuto è nato.
- Fidarsi di una sola misurazione: una risposta di oggi dice poco su domani. Conta la quota su molte domande e ripetizioni.
Quando conviene un aiuto
Le basi potete affrontarle da soli. Un aiuto conviene se volete sapere quali domande vengono poste nel vostro settore, su quali fonti si basano Google e gli altri sistemi AI e dove il vostro sito ha lacune. La nostra analisi locale pone 20 domande dei clienti tre volte ciascuna a cinque sistemi di AI, tra cui Google (modalità AI e panoramica AI), e fornisce le dieci misure più importanti, per 229 € più IVA. Per più paesi o sedi c’è l’analisi di mercato da 890 € più IVA. Maggiori dettagli alla pagina agenzia GEO.
Fonti
- Google Search Central: AI features and your website
- Google: AI Mode in Google Search expands to more languages and locations
- Blog du Modérateur: Google déploie AI Overviews et AI Mode en France
- Google Search Central: Spam policies for Google web search
- Google Search Central: Creating helpful, reliable, people-first content